Giornata della Memoria

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”…Faccio mie queste parole scritte da un uomo che pur essendo naufragato in quel vortice del nulla, eterno, ha testimoniato l’orrore e la disperazione di milioni di persone deportate e morte nei campi di concentramento. Si potrebbero dire tante parole,  ma preferisco ricordare “l’orrore” con quelle che porto cucite nel cuore e nella mente…

Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

   Considerate se questo è un uomo

   Che lavora nel fango

   Che non conosce pace

   Che lotta per mezzo pane

   Che muore per un sì o per un no.

   Considerate se questa è una donna,

   Senza capelli e senza nome

   Senza più forza di ricordare

  Vuoti gli occhi e freddo il grembo

  Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

   O vi si sfaccia la casa,

   La malattia vi impedisca, 

   I vostri nati torcano il viso da voi.

  (Primo Levi)

Mi auguro amici miei che tutto ciò non accada più perchè ho speranza in noi…..

Grazie Primo.

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5 commenti su “Giornata della Memoria”

  1. Antonio Cusano Says:

    Spero sia riuscito a ricordarti nel modo miglore….Grazie Primo

  2. Rocco Says:

    …ed io voglio ricordare l’Olocausto con l’inno alla pace dei Nomadi: Auschwitz

    “Son morto con altri cento
    son morto ch’ero un bambino
    passato per il camino
    e adesso sono nel vento.

    Ad Auschwitz c’era la neve
    il fumo saliva lento
    nel freddo giorno d’inverno
    e adesso io sono nel vento.

    Ad Auschwitz tante persone
    ma un solo grande silenzio
    che strano non riesco ancora
    a sorridere qui nel vento.

    Io chiedo come può l’uomo
    uccidere un suo fratello
    eppure siamo a milioni
    in polvere qui nel vento.

    E ancora tuona il cannone
    e ancora non è contenta
    di sangue la bestia umana
    e ancora ci porta il vento.

    Io chiedo quando sarà
    che l’uomo potrà imparare
    a vivere senza ammazzare
    e il vento si poserà”.

  3. MM Says:

    Il tramonto di Fossoli

    Io so cosa vuol dire non tornare
    A traverso il filo spinato
    ho visto il sole scendere e morire;
    ho sentito lacerarmi la carne
    le parole del vecchio poeta:
    “Possono i soli cadere e tornare:
    a noi, quando la breve luce è spenta,
    una notte infinita è da dormire”

    Primo Levi
    7 febbraio 1946

    365 giorni all’anno ogni anno per sempre di questa memoria.

  4. renny Says:

    ah ah rocco auschwitz è di Francesco Guccini…MAI PIU’ AL NAZZISMO E RAZZISMO…Renato quando può, Renny quando Renato non può, Mastella quando potrà e fino a quando il papa non si leva dalle palle! Italiano di nascita ma non di costumi, sempre ‘ncazzato, ateo e comunista per scelta. Con il cuore, con la bocca e con la mente. un saluto ad alvaro

  5. Rocco Says:

    Si Renato so di chi è la canzone, ho scritto Nomadi perchè Auschwitz è diventato un loro cavallo di battaglia. Diciamo che i Nomadi sono “Guccini” perchè cantano Guccini, infatti la maggior parte delle canzoni da loro interpretate sono del grande Francesco. Con questo, però, non voglio giustificare la mia dimenticanza. Un saluto, Rocco.


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