Archivio per giugno 2008

Ma esiste ancora la musica?…

giugno 30, 2008

Fabri fibra, Caparezza, Verdena, U2, Madonna, Articolo 31, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta… E’ incredibile pensare  quanti generi  si sono avuti, nel corso dela storia musicale, ma la cosa ancora piu’ incredibile e’ che la musica nel tempo e’ andata pian piano degenerandosi perdendo la sua originalita’. Non e’ solo una mia opinione, questo e’un argomento che riguarda tutta la gioventu’ e la popolazione mondiale. In effetti con il passare del tempo l’uomo ha modificato, cambiato e a volte  anche eliminato ciò che era stato costruito negli anni. Questo succede perche’ ci sono interessi economici. Infatti leggendo delle statistiche di un sito musicale , c’e’scritto che  una buona parte dei giovani ascolta pezzi vecchi come Doors, Police, Elton John, Beatles, o musica classica come ad esempio Mozart, Beethoven. Io sono convinto che se oggi  poniamo delle domande ad un ‘appassionato di musica, chiedendogli cosa ne pensa, ci rispondera’ di sicuro che quella di oggi non e’ piu’ vera musica (o cose simili); si lamentano perfino le ragazzine malate per Britney Spears e Spice girls le quali dicono che e’morto anche il pop e la musica commerciale. Infatti se si va ad analizzare qualche pezzo si nota questa perdita di originalita’, di musicalita’ particolare che non somigli a un’altra canzone…sembra quasi che non esistono piu’ generi: Fabri fibra che reppa con un andamento quasi “Articolo 31″e con una convinzione alla Cypress hill (grandi rapper americani vecchi), o ad esempio gli Articolo 31, che oggi come oggi fanno schifo (soprattutto ai vecchi appassionati di Articolo 31), i quali fanno uno strano rock reppato tutto commercializzato, che poi alla fine non si capisce che genere e’…Ragazzi non faccio altri esempi perche’ altrimenti ci vorrebbero molte altre pagine; cmq penso che la musica si e’ fermata agli anni 90 e il rock in particolare si e’ fermato ai Nirvana…    

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“Anti-incenerismo”….

giugno 30, 2008

Il processo ArroBio

La tecnologia ArrowBio è un brevetto registrato per il trattamento dei rifiuti solidi urbani. Esistono altri sistemi similari (ad esempio il sistema THOR realizzato dal nostro CNR in Sicilia).

Primo aspetto positivo, soprattutto in un paese pigro come il nostro, è che il processo ArrowBio tratta rifiuti indifferenziati. Questo procedimento consente, ad ogni modo, di recuperare gran parte dei materiali riciclabili come i metalli ferrosi e non ferrosi, la plastica (HDPE, PET e pellicola) e il vetro. Permette inoltre di produrre fertilizzanti e Biogas che è una fonte di energia alternativa pulita, utilizzabile per il trasporto o per la produzione di energia elettrica o termica.

Mentre, per il trattamento dei rifiuti, le discariche utilizzano la terra e i termovalorizzatori (o inceneritori) il fuoco, il concetto assolutamente innovativo del processo ArrowBio, è che utilizza l’acqua . Ci si è posti il quesito: i rifiuti solidi urbani contengono, per loro natura, una grande quantità d’acqua, cosa ne facciamo? Utilizziamola per trattare e separare i rifiuti stessi! Non a caso il primo impianto ArrowBio è stato costruito a Tel Aviv, dove l’acqua è molto preziosa e gli israeliani sanno come ottimizzarne l’uso.

Quali sono i vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’acqua? Una delle sue più note proprietà è che permette di separare facilmente gli elementi leggeri (che galleggiano) da quelli pesanti (che vanno a fondo). Tenere i rifiuti in acqua consente di ridurre sensibilmente, o tenere sotto controllo, l’emissione di polveri nocive e i cattivi odori. Grazie alla separazione in acqua, la produzione di compost pulito (cioè con meno contaminanti) avviene molto più facilmente e l’acqua è l’elemento base per la produzione di Biogas di ottima qualità (con elevato contenuto di metano) mediante digestione anaerobica (cioè con batteri che operano in assenza di ossigeno). Inoltre, visto che i rifiuti hanno un alto contenuto di umidità, quando si è a regime, il sistema non ha più bisogno di prelevare acqua dall’esterno.

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Alfa Romeo mito

giugno 27, 2008

La nuova piccola Alfa al debutto. Un concentrato di stile, prestazioni e elettronica che parte da 15.350 euro. E’ finalmente arrivata l’ora di presentare questa piccola automobile dell’Alfa. Si nota la sua presenza sportiva che prende esempio dalla meravigliosa Alfa 8c precedentemente presentata nei saloni di Ginevra. E’una sportiva compatta lunga 4m costruita sul pianale della grande punto, proggettata esclusivamente per i giovani e anche neo patentati (per la versione piccola).

L’Alfa mito monta motori di ultima generazione a benzina e diesel che vanno dai 78cv a 155cv e in più è previsto un modello supersportivo (gta) da 230 cv che uscira’ nel 2009. La versione piu’ piccola a benzina è dotata di un 1.4cc da 78cv, per poi proseguire con le versioni turbo da 120 cv e 155 cv. Per quanto riguarda le motorizzazioni diesel la piccola alfa può vantare un 1.6 cc sovralimentato da 120cv. L’alfa mito è stata progettata con una meccanica da invidiare grazie al cosiddetto: Alfa DNA. Questo sistema è in grado di gestire l’auto in tre diverse modalità preconfigurate (Dynamic, Normal, All Weather) che regolano assetto, erogazione della potenza e quindi il comportamento stradale. Il DNA è uno dei pezzi forti della mito, un sistema che ricorda molto quello della Ferrari. Oltre a questo la mito è dotata del nuovo Q2 dell’alfa il quale, gestendo il bloccaggio del differenziale anteriore, migliora le prestazioni in curva consentendo una guida sportiva e sicura allo stesso tempo. Quest’auto ha un fantastico design con caratteristiche di una coupe’, non a caso e’ una tre porte con vetratura laterale “a giorno” che ricorda come gia’ detto la 8c. Uno stile particolare tutto Alfa, ispirato al passato al presente e al futuro che verra’ in casa Alfa.

Per la prima volta l’alfa si lancia nel settore delle piccole in gran stile, dando l’opportunità soprattutto ai giovani di avere un’auto piccola sotto il marchio del biscione.

Dedicata a tutti gli alfisti. Che dire? Non resta che provarla…

La Campania non è solo immondizia

giugno 27, 2008

Il patrimonio culturale campano comprende anche beni di natura ambientali e tra questi anche beni “ geologici”.
Numerose sono le località cui sono conservate delle emergenze geologiche anche per la loro rarità, rappresentatività a livello scientifico, culturale, socio-economico e/o scenico possono essere considerati come dei monumenti.
Esse, al pari di un tempio o di uno scavo archeologico, consentono di raccontare la storia della Terra, e pertanto sono normalmente indicati con il termine geositi.
Un geosito è un elemento fisico del paesaggio che ci circonda per il quale è possibile “definire un interesse geologico-geomorfologico per la conservazione” (Wimbledon, 1995).

Lago laceno è un geosito ed è un esemplare unico di polje.
Un polje carsico è una vasta dolina di crollo formatasi per effetto di erosione e corrosione durante un tempo lunghissimo. È delimitato tutt’attorno da un bordo roccioso ininterrotto che può raggiungere anche una certa altezza. Il fondo è piatto e molto fertile in tutta la sua estensione. Di norma vi scorre un fiume che periodicamente si ingrossa fino ad allagare tutta la vallata per poi defluire a fine stagione attraverso appositi inghiottitoi. Si tratta di buche nel terreno, tipiche proprio dei polje, che nelle stagioni piovose eruttano acqua e contribuiscono all’allagamento della valle, mentre poi, quando inizia il deflusso, le stesse buche inghiottono. Alle volte il terreno, visto il perdurare dell’acqua in superficie, viene detto anche lago carsico o lago a scomparsa.

Questa è un introduzione dei miei articoli sul blog. Non ho molto tempo da dedicare agli articoli ma se avete qualche curiosità “geologica” del nostro territorio sarò lieto di darvi le risposte.

p.s. chi crede che a scampitella ci fosse il mare perché si ritrovano delle conchiglie si sbaglia!!
Un tempo molto lontano il territorio di Scampitella si era formato sotto il livello del mare che poi con forze tettoniche è riemersa fino a raggiungere la posizione attuale..

Rifiuti: ancora un’alternativa…

giugno 23, 2008

Dal sito del CNR:

Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.

Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling – riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.

Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.

Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.

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MALEDETTI RIGORI….

giugno 23, 2008

Stavolta la lotteria dei rigori non ci ha portato fortuna…Gli errori di Di Natale e De Rossi ci costringono alla resa,dopo una partita non certo esaltante dei nostri contro una Spagna giovane e pimpante.Si chiude un ciclo,ora bisogna guardare avanti..nel 2010 ci sono i mondiali in Sudafrica…di nuovo con Lippi??

RACCOLTA DIFFERENZIATA: come passare dal 23% all’80% in sei mesi diminuendo i costi del 12%

giugno 20, 2008

L’esperienza del Comune di Ponte nelle ALPI

Ad oltre cinque mesi dalla partenza, a regime su tutto il territorio comunale, del nuovo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta, il Comune di Ponte nelle Alpi (BL) si attesta su una percentuale di differenziazione dell’80,44. Siamo passati da una percentuale di raccolta differenziata del 22,66% del 2006 (il 2007 è stato un anno di transizione, dato che il nuovo servizio è partito in maniera scalare sul territorio dall’ottobre 2007) all’80,44% dei primi cinque mesi a regime completo del nuovo servizio (gennaio-maggio 2008). Il dato ancora più significativo però, è la riduzione della produzione di rifiuto secco indifferenziato dell’88%: da una media mensile 2006 di oltre 244 tonnellate conferite in discarica si è passati a meno di 30 tonnellate al mese nei primi cinque mesi del 2008.

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